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Lunedì, 30 Marzo 2026 00:00

Aprile 2026

LA LUNA

*  2 APRILE LUNA PIENA
* 10 APRILE ULTIMO QUARTO
* 17 APRILE LUNA NUOVA 
* 24 APRILE PRIMO QUARTO


I PIANETI

MERCURIO: ha una scadente apparizione mattutina, molto basso nei bagliori, e non arriva a sorgere un'ora prima del Sole nonostante l'elongazione massima di 28° che viene raggiunta il 3.
Una bella ma difficilissima "danza dei pianeti" ha per protagonista Mercurio (mag. -0.2), Marte (mag. 1.2) e Saturno (mag. +0.9), che tra il 19 e il 21 saranno compresi in un grado di cielo, presentandosi il 20 quasi perfettamente allineati. Purtroppo il trio sorge appena 40 minuti prima del Sole e, oltre a un buon binocolo e un orizzonte Est perfettamente sgombro, saranno necessari cieli eccezionalmente limpidi quali raramente si trovano dalle nostre parti in primavera; 

VENERE: ben visibile nel cielo serale, tramonta nella piena oscurità e a fine mese sfiora le tre ore di ritardo rispetto al tramonto del Sole. Splende di mag. -3.9 e tra il 18 e il 19 è affiancato da un'estetica sottile falce lunare, mentre il 23 passa a pochi gradi dalle Pleiadi;

MARTE: poco interessante all'osservazione salvo la difficile congiunzione con Mercurio (vedi), rimane ancora nei bagliori dell'alba;

GIOVE: unico pianeta visibile dopo il tramonto di Venere, apre la serata altissimo in cielo nei Gemelli, appena oltre il meridiano, e tramonta alle 3 a inizio mese, all'una alla fine. Brilla di mag. -2.1 e il diametro passa da 39" a 36";

SATURNO: rimane tutto il mese nei bagliori mattutini ed è difficile da scorgere (vedi congiunzione con Mercurio e Marte): sarà un ottimo oggetto per l'estate inoltrata. 






Le "4 viste"

Le viste sono state create per una latitudine coincidente con Savona (44’ 18” N) alle ore 22,00 circa del 15 aprile 2026.

 

SUD


LLa costellazione del Leone domina la vista a Sud. 




EST

La costellazione del Bootes con la brillante Arturo domina la vista a Est, più bassa la Vergine.




 NORD

L' Orsa Maggiore (Ursa Major) o Gran Carro ci indica la posizione della stella polare. La forma ci ricorda anche quella di un pentolino. Prolungando verso nord di cinque volte il lato corto opposto al manico troviamo la stella Polare che è la stella più luminosa della costellazione dell' Orsa Minore (Ursa Minor). La stella polare indica nel nostro emisfero esattamente la direzione del nord. 
Ormai sotto la Polare si abbassa Cassiopea e l'Orsa Maggiore raggiunge quasi lo zenit. Bassa sull'orizzonte di Nord-est rotola Vega.




OVEST


Le costellazioni invernali si abbassano verso Ovest. I Gemelli col fulgido Giove sono ancora alti e Capella è ben visibile mentre Orione si corica sull'orizzonte, poco sopra vediamo il Toro.


FENOMENI CELESTI SIGNIFICATIVI

COMETE   Siamo al gran finale per MAPS C/2026 A1, la "sungrazing comet" di cui tanto si è già parlato. Come abbiamo visto, il 4 l'oggetto passerà ad appena 160000 km dalla superficie solare, subendo uno stress termico che nella più probabile delle ipotesi la disgregherà completamente - anche in vista delle stime sulle dimensioni del nucleo, assai più piccolo di quello della sua storica parente Ikeya-Seki (1965) e anche della più recente Lovejoy (2011). Data anche l'impossibilità di osservare qualsiasi oggetto così vicino al Sole, abbiamo ancora la speranza che la coda possa rimanere visibile con la testa della cometa - viva o no - sotto l'orizzonte.
Le traiettorie apparenti di avvicnamento e allontanamento della cometa dal Sole saranno quasi coincidenti, mantenendola tecnicamente sempre nel cielo del crepuscolo serale. Seguiamo le news, troviamoci un posto con l'orizzonte Ovest ben sgombro e aguzziamo la vista subito dopo il tramonto...

Assai meno estreme, invece, le condizioni per osservare un'altra cometa di recente scoperta, la 2025 R3 (PANSTARRS), che al suo unico passaggio nelle nostre vicinanze - l'orbita è leggermente iperbolica - potrebbe raggiungere la visibilità a occhio nudo o almeno in piccoli strumenti. L'oggetto trascorre il mese nel cielo del mattino, spostandosi lungo il lato basso del quadrilatero di Pegaso. Come di prammatica all'avvicinamento al Sole, con conseguente aumento di luminosità, corrisponderà una sempre peggiore visibilità che ci obbligherà a seguirla fin oltre l'inizio dei bagliori dell'alba. A inizio mese la cometa sarà visibile in buone condizioni di oscurità per più di un'ora, tempo che andrà a ridursi a pochi minuti il 19, data del perielio che si situa a metà strada tra le orbite di Venere e Mercurio. In questre tre settimane la magnitudine dovrebbe passare da 6-7 a 4 secondo le previsioni più attendibili. La geometria dell'incontro, unitamente al fatto che si tratta di una cometa mai passata vicino al Sole, potrebbe favorire un eccesso di luminosità dovuto alla diffusione in avanti della luce (forward scattering) da parte delle polveri più fini. 


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