Le "4 viste"
Le viste sono state create per una latitudine coincidente con Savona (44’ 18” N) alle ore 22,00 circa del 15 marzo 2026.
SUD
Le costellazioni del Cancro e del Leone dominano la vista mentre le costellazioni invernali si inclinano verso Ovest.
EST
NORD L' Orsa Maggiore (Ursa Major) o Gran Carro ci indica la posizione della stella polare. La forma ci ricorda anche quella di un pentolino. Prolungando verso nord di cinque volte il lato corto opposto al manico troviamo la stella Polare che è la stella più luminosa della costellazione dell' Orsa Minore (Ursa Minor). La stella polare indica nel nostro emisfero esattamente la direzione del nord. A sinistra della Polare si abbassa Cassiopea e più in alto, quasi allo zenit, notiamo la brillante Capella, mentre l'Orsa Maggiore si alza visibilmente.
OVEST
Orione e il Cane Maggiore, con le loro brillantissime stelle, si abbassano verso Ovest, in alto i Gemelli col faro di Giove. La cintura di Orione adesso è orizzontale.
FENOMENI CELESTI SIGNIFICATIVI
COMETE La prima scoperta dell'anno, MAPS C/2026 A1, potrebbe essere davvero significativa: sembra infatti con tutta probabilità appartenere alla famiglia delle Kreutz Sungrazers, comete caratterizzate da orbite estremamente eccentriche con strettissimi passaggi al perielio, ai quali raramente sopravvivono. Quasi tutte le comete di Kreutz infatti si disintegrano al perielio, che a volte cade sulla stessa superficie solare, e vengono registrate solo dalle sonde spaziali come la SOHO.
Diverse comete dell'antichità tuttavia - tra cui quella gigantesca avvistata da Aristotele nel 371 a.C. e ritenuta progenitrice della famiglia - hanno lasciato negli annali il ricordo di spettacoli celesti indimenticabili: in tempi a noi vicini basta citare la brillantissima Ikeya-Seki del 1965, che uno dei nostri Soci fondatori avvistò in pieno giorno, o la Lovejoy del 2011.
La cometa in avvicinamento sembra tra le più interessanti della famiglia: è infatti stata scoperta a una buona distanza dal Sole, all'altezza dell'orbita di Marte, e si stima che il nucleo sia piuttosto consistente, con un diametro tra i 2 e i 3 km. L'oggetto potrebbe raggiungere negli ultimi giorni del mese la visibilità in telescopi amatoriali prima del bruciante passaggio al perielio, previsto per il 4 aprile, e sviluppare una lunga e brillante coda visibile anche con la testa sotto l'orizzonte.
Le ultime stime prevedono una distanza minima di appena 160.000 km sopra la fotosfera solare - un'intensità di radiazione 40.000 volte quella che riceviamo sulla Terra. Incrociamo le dita!



