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Venerdì, 27 Febbraio 2026 00:00

Copia di Febbraio 2026

LA LUNA

*  3  MARZO LUNA PIENA (eclissi lunare totale che favorisce America e dintorni, non visibile in Europa)
* 11 MARZO ULTIMO QUARTO
* 19 MARZO LUNA NUOVA
* 25 MARZO PRIMO QUARTO

Il 20 marzo alle 15.46 il Sole passa sopra l'equatore celeste e inizia la primavera astronomica. Domenica 29 entra in vigore l'ora estiva.

Il 29 la Luna occulta Regolo, la più brillante stella del Leone: vista da Savona, Regolo sparirà dietro il bordo oscuro del nostro satellite alle 20:20 per riapparire da quello illuminato alle 21:35.

I PIANETI

MERCURIO: si perde nei bagliori serali e il 7 è in congiunzione inferiore. Riappare a fine mese nel crepuscolo mattutino ma rimane molto basso a dispetto della forte elongazione: il 31 è di mag. +0.3 e sorge appena un'ora prima del Sole;

VENERE: ritorna lentamente come astro serale, a fine mese tramonta alla fine del crepuscolo e per tutto il mese splende di mag. -3.9. L'evento più interessante è la congiunzione con Saturno, che potremo ammirare le sere del 7 e 8  quando i due pianeti avranno una separazione di un grado, assai godibile al binocolo mentre a occhio nudo Saturno potrebbe essere difficile da avvistare nel forte chiarore, di mag. +1.0;

MARTE: lungamente immerso nel crepuscolo mattutino, è del tutto invisibile;

GIOVE: unico pianeta in buona posizione, passa al meridiano altissimo in cielo di prima sera e rimane visibile fino alle ore piccole nei Gemelli, dove si avvicina progressivamente alla coppia Castore-Polluce. Splende di mag. -2.4 con un diametro oltre i 42" nella prima parte del mese, poi progressivamente si indebolisce. Il 26 una Luna al primo quarto si interpone in modo spettacolare tra Giove e le due stelle; 

SATURNO: in congiunzione eliaca il 25, si immerge nei bagliori serali ed è difficilmente visibile se si eccettua la bella congiunzione con Venere (vedi sopra).





Le "4 viste"

Le viste sono state create per una latitudine coincidente con Savona (44’ 18” N) alle ore 22,00 circa del 15 marzo 2026.

 

SUD


Le costellazioni del Cancro e del Leone dominano la vista mentre le costellazioni invernali si inclinano verso Ovest.




EST

La costellazione della Vergine e il Bootes con la brillante Arturo dominano la vista a est.





 NORD

L' Orsa Maggiore (Ursa Major) o Gran Carro ci indica la posizione della stella polare. La forma ci ricorda anche quella di un pentolino. Prolungando verso nord di cinque volte il lato corto opposto al manico troviamo la stella Polare che è la stella più luminosa della costellazione dell' Orsa Minore (Ursa Minor). La stella polare indica nel nostro emisfero esattamente la direzione del nord. A sinistra della Polare si abbassa Cassiopea e più in alto, quasi allo zenit, notiamo la brillante Capella, mentre l'Orsa Maggiore si alza visibilmente.



OVEST


Orione e il Cane Maggiore, con le loro brillantissime stelle, si abbassano verso Ovest, in alto i Gemelli col faro di Giove. La cintura di Orione adesso è orizzontale. 


FENOMENI CELESTI SIGNIFICATIVI

COMETE   La prima scoperta dell'anno, MAPS C/2026 A1, potrebbe essere davvero significativa: sembra infatti con tutta probabilità appartenere alla famiglia delle Kreutz Sungrazers, comete caratterizzate da orbite estremamente eccentriche con strettissimi passaggi al perielio, ai quali raramente sopravvivono. Quasi tutte le comete di Kreutz infatti si disintegrano al perielio, che a volte cade sulla stessa superficie solare, e vengono registrate solo dalle sonde spaziali come la SOHO.
Diverse comete dell'antichità tuttavia - tra cui quella gigantesca avvistata da Aristotele nel 371 a.C. e ritenuta progenitrice della famiglia - hanno lasciato negli annali il ricordo di spettacoli celesti indimenticabili: in tempi a noi vicini basta citare la brillantissima Ikeya-Seki del 1965, che uno dei nostri Soci fondatori avvistò in pieno giorno, o la Lovejoy del 2011.  
La cometa in avvicinamento sembra tra le più interessanti della famiglia: è infatti stata scoperta a una buona distanza  dal Sole, all'altezza dell'orbita di Marte, e si stima che il nucleo sia piuttosto consistente, con un diametro tra i 2 e i 3 km. L'oggetto potrebbe raggiungere negli ultimi giorni del mese la visibilità in telescopi amatoriali prima del bruciante passaggio al perielio, previsto per il 4 aprile, e sviluppare una lunga e brillante coda visibile anche con la testa sotto l'orizzonte.
Le ultime stime prevedono una distanza minima di appena 160.000 km sopra la fotosfera solare - un'intensità di radiazione 40.000 volte quella che riceviamo sulla Terra. Incrociamo le dita!



 
 


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