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L'ESO con una sua circolare comunica che l'interferometro del Very Large Telescope (VLT) ha permesso di individuare la più grande stella gialla, che si colloca tra le stelle più grandi mai osservate di ogni tipo. L'ipergigante gialla, del 50% più grande rispetto della famossima Betelgeuse, ha un diametro di circa 1300 volte maggiore di quello del nostro Sole e fa parte di un sistema stellare doppio molto stretto, in cui la la seconda stella componente sembra poter entrare in contatto con la principale. L'astronomo Olivier Chesneau, copo del team a cui si deve la scoperta, afferma "Le due stelle sono così vicine che si toccano e l'intero sistema assomiglia a una gigantesca arachide." e ancora ""La compagna che abbiamo trovato è molto significativa in quanto può avere un'influenza sulla sorte di HR 5171 A, per esempio strappandole gli strati esterni e modifcandone l'evoluzione." Le ipergiganti gialle sono molto rare (se ne contano solo una dozzina circa nella nostra galassia) e sono tra le più grandi e brillanti stelle note. Dal punto di vista evolutivo, si trovano in una fase in cui sono instabili, cambiano rapidamente ed espellono materiale verso l'esterno, formando un'atmosfera molto estesa. Questa nuova scoperta sottolinea l'importanza di studiare queste enormi ed effimere ipergiganti gialle e potrebbe fornire un modo per comprendere i processi evolutivi delle stelle massicce in generale.

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Scritto da Sandro Zappatore   
Mercoledì 29 Gennaio 2014 19:16

Continuano gli studi sulle nane brune, una classe di stelle che recentemente ha suscitato un interesse cresente da parte degli astronomi. Le nane brune si collocano in basso a destra nella sequenza principale del diagramma di Hertzsprung-Russel le nane brunea testimoniare una bassa temperatura, una massa e una magnitudine assoluta molto ridotte. Le nane brune sono di fatto stelle mancate: non hanno cioè massa sufficiente per inncescare le reazioni nucleari. La luce irradiata da queste stelle è semplicemente dovuta al calore prodotto dal collasso gravitazionale, cioè alla conversione di energia gravitazionale in calore (vedi Corso di Astronomia di Base - Storia della materia - parte prima).

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