Questa mattina, lunedì 21 gennaio 2019, si è potuto assistere a una particolare eclissi totale di Luna, particolare proprio perché in questo periodo la Luna è al perigeo e, quindi, risplende nelle sue massime dimensioni.
Un eclissi di Luna si verifica quando il Sole, la Terra e la Luna sono allineati e la Terra impedisce ai raggi del Sole di giungere sul nostro satellite naturale. Purtroppo, almeno a Savona, le condizioni meteo non erano delle migliori: un forte vento ha creato fenomeni di turbolenza, il cielo è stato velato e numerose nuvole hanno impedito di godere appieno lo spettacolo. L'eclissi ha avuto inizio alle 3:37 (fase di penombra) e il primo contatto si è verificato circa un ora dopo. Il centro eclissi è stato alle 6:12 e 30 minuti dopo l'eclissi totale è terminata. Tramontando la Luna alle 7:47, è stato impossibile cogliere l'ultimo contatto (avvenuto alle 7:51).


Questo tipo di evento si ripeterà solo il 31 dicembre 2028, anche se già il 16 luglio 2019 alle 22:14 potremo assistere a un eclisse parziale (magnitudine ombra 0,65). Per goderci lo spettacolo di un'altra eclissi totale di Luna, bisognerà però attendere la notte tra 15 e 16 maggio 2022, anche se la totalità si verificherà solo al tramonto del nostro satellite.
Grazie alla pazienza, alla tenacia e bravura di due giovani soci della nostra associazione, l'eclissi di quest'anno è stata registrata e il frutto del loro lavoro è disponibile nell'area Eclissi di Luna - 21 gennaio 2019.
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Il 24 gennaio 2015, nell' attesa di fotografare la cometa Lovejoy, il nostro socio, esperto di fotografia solare Valter Guzzo, ha approfittato di un buon seeing per effettuare il mosaico lunareVirtual Moon Atlas visibile nella nostra galleria di immagini. Ha utilizzato un rifrattore da 102 mm e una camera di ripresa Point Gray Chameleon in bianco e nero. Finita la sessione fotografica ottenuta spostando il rifrattore per inquadrare tutti i settori visibili del satellite, ha elaborato il tutto ottenendo un' immagine ad alta risoluzione che permette la stampa di una fotografia da 38x38 cm a 300 dpi. Al di là del trovare le condizioni giuste per la ripresa e la tecnica necessaria per una corretta esposizione globale, è interessante andare a cercare particolari per confrontarli con la realtà e capire se quelli che vediamo sull'immagine da noi realizzata sono artefatti prodotti dai software di elaborazione o formazioni geologiche di particolare natura. E così, visto che il dettaglio della foto lo consentiva, ne ho approfittato per fare un giro su Virtual Moon Atlas. Il software consente di visualizzare il nostro satellite in 3D ed esplorarlo per conoscere i nomi delle varie formazioni e le informazioni ad esse relative.  La superficie lunare è stata riprodotta partendo dalle foto della sonda LRO ad alta definizione. Qui a fianco potete vedere la porzione di superficie, estratta da Virtual Moon Atlas, che ritrae il cratere Petavius, una cratere di 177 KM di diametro con al centro una formazione montuosa. La parte interessante è quella riga nera che parte in diagonale dal monte e si protrae in basso a sinistra: è la Rimae Petavius, un canion di 82 Km di lunghezza per 2 Km di larghezza e che è perfettamente visibile sull'immagine realizzata da Valter (la foto nella nostra gallery è in bassa risoluzione e non lo consente; in alto un particolare della foto ad alta risoluzione). Invitandovi a scoprire il software Virtual Moon Atlas, concludo che a volte, forse per familiarità, ci scordiamo di quanto possa essere interessante il nostro satellite e quante sfide fotografiche esso può regalarci.
 
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Luna crescente - primo quarto
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