Campo Estivo Astronomico 2018

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    Anche quest'anno, come ormai consuetudine da ormai oltre 40 anni, si è svolto il Campo Estivo Astronomico (CEA-2018) nell'altopiano ai piedi del Cugn di Goria, nel Comune di Elva (CN). Oltre una dozzina di partecipanti che hanno contribuito al successo dell'evento tenutosi da giovedì 9 a lunedì 12 agosto. Nel complesso il tempo, durante le quattro giornate dedicate all'esolorazione del cielo, è stato clememte consentendoci di osservare al telescopio, sia direttamente, sia con camere digitali per parecchie ore.
    In sintesi i tempi delle nostre osservazioni.
    - Giovedì 9: il cielo si è aperto solo a notte fonda, verso l'una, impedendoci di stazionare e allineare la strumentazione.
    - Venerdì 10: giornata, serata e nottata perfette; umidità assente, seeing ottimale, condizioni ideali per acquisire immagini.
    - Sabato 11: giornata buona, ma peggioramenti nel pomeriggio. Le schiarite arrivano solo dopo le 21, umidità elevata e persistente che impedisce in parte l'uso fotografico dei telescopi a fronte di un seeing molto buono.
    - Domenica 12: giornata inizialmente discreta che peggiora però dopo pranzo. Schiarite e cielo perfetto solo verso le 22:30. Un lieve venticello asciuga l'aria e rende il seeing molto buono. Tre ore di intensa attività al telescopio. Dopo le 01:30 le condizioni peggiorano e il cielo si vela di nubi.
    - Lunedi 13: condizioni meteo peggiorano inesorabilmente; si smonta il campo sotto la pioggia! Si parte per il rientro a Savona alle 10:30 circa.
    Volendo tirare le somme di questa ultima edizione del nostro Campo Estivo, al di là del piacevole tempo passato in compagnia di vecchi e nuovi soci, ritengo di poter affermare che i risultati ottenuti dal nostro lavoro di osservazione siano tra i migliori dell'ultimo quinquennio.

Il 24 gennaio 2015, nell' attesa di fotografare la cometa Lovejoy, il nostro socio, esperto di fotografia solare Valter Guzzo, ha approfittato di un buon seeing per effettuare il mosaico lunareVirtual Moon Atlas visibile nella nostra galleria di immagini. Ha utilizzato un rifrattore da 102 mm e una camera di ripresa Point Gray Chameleon in bianco e nero. Finita la sessione fotografica ottenuta spostando il rifrattore per inquadrare tutti i settori visibili del satellite, ha elaborato il tutto ottenendo un' immagine ad alta risoluzione che permette la stampa di una fotografia da 38x38 cm a 300 dpi. Al di là del trovare le condizioni giuste per la ripresa e la tecnica necessaria per una corretta esposizione globale, è interessante andare a cercare particolari per confrontarli con la realtà e capire se quelli che vediamo sull'immagine da noi realizzata sono artefatti prodotti dai software di elaborazione o formazioni geologiche di particolare natura. E così, visto che il dettaglio della foto lo consentiva, ne ho approfittato per fare un giro su Virtual Moon Atlas. Il software consente di visualizzare il nostro satellite in 3D ed esplorarlo per conoscere i nomi delle varie formazioni e le informazioni ad esse relative.  La superficie lunare è stata riprodotta partendo dalle foto della sonda LRO ad alta definizione. Qui a fianco potete vedere la porzione di superficie, estratta da Virtual Moon Atlas, che ritrae il cratere Petavius, una cratere di 177 KM di diametro con al centro una formazione montuosa. La parte interessante è quella riga nera che parte in diagonale dal monte e si protrae in basso a sinistra: è la Rimae Petavius, un canion di 82 Km di lunghezza per 2 Km di larghezza e che è perfettamente visibile sull'immagine realizzata da Valter (la foto nella nostra gallery è in bassa risoluzione e non lo consente; in alto un particolare della foto ad alta risoluzione). Invitandovi a scoprire il software Virtual Moon Atlas, concludo che a volte, forse per familiarità, ci scordiamo di quanto possa essere interessante il nostro satellite e quante sfide fotografiche esso può regalarci.
 
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Luna crescente - primo quarto
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